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FALCONERIA PER ALLONTANAMENTO VOLATILI: DISCUTIBILE SBAGLIATA DISPENDIOSA PALLIATIVA. PERCHE’ NON SCEGLIERLA

Se volete sapere perchè la falconeria è sbagliata, discutibile, dispendiosa e palliativa dovete per forza mettervi comodi e dedicare a questo nostro post circa 5 minuti del vs. tempo. Non è nostra abitudine fare post molto lunghi perchè la gente si stanca di leggere tante cose ma in questo caso è impossibile non farlo, proprio per essere chiari e farvi capire bene qual’e’ il problema.

Come avevamo denunciato post fa, negli ultimi anni i falconieri, e non parliamo di quelli che amano i loro animali, stimolati dall’aria di crisi economico-lavorativa che ha colpito il nostro Paese, hanno visto bene di buttarsi sul mercato come professionisti dell’allontanamento volatili; nell’elenco dei vari sistemi di allontanamento piccioni oggi troviamo anche loro che però non si limitano ad allontanare i piccioni con dissuasore piccioni o reti per uccelli Milano. Loro utilizzano i loro animali: falchi, vivi!!! Immaginiamo il vs. sogghigno pensando all’ultima parola detta: “vivi”, ma è nostro dovere sottolinearlo in quanto esiste in commercio un dissuasore piccioni palliativo (per non dire inutile) con le sembianze di un falco, ma trattasi di un palloncino gonfiabile.

Tornando ai falconieri dobbiamo prima di tutto spiegarvi cos’e’ un falconiere e cos’e’ la falconeria.

Falconiere: (cit. GarzantiLinguistica)

1.cacciatore col falcone; allevatore, addestratore di falconi.

2.un tempo, titolo del dignitario di corte preposto alla guida delle cacce.

Falconeria:l’antica arte di allevare e addestrare alla caccia gli uccelli rapaci, e specialmente il falcone; la caccia così praticata (cit. Garzanti Linguistica).

In rete qualcuno dice che quest’arte venatoria consente di catturare prede selvatiche per mezzo di rapaci addestrati…qualcun altro dice dal 21′ secolo quest’arte antica ha trovato nuovi indirizzi e che soprattutto negli aeroporti vengono impiegati a tempo pieno dei falconieri per controllare sulle piste stormi di uccelli diversi; a noi la prima cosa che è venuta all’occhio è solo “caccia”!!!

Per chi non ha letto i nostri post precedenti non sa che abbiamo già fatto, tempo fa, delle ricerche. Possiamo citare il Comune di Corsico (luogo trattato il Cimitero) o l’Istituto scolastico Caterina da Siena di Milano che, non molto tempo fa, hanno avuto modo di constatare il risultato del servizio di allontanamento volatili eseguito dai falconieri. A loro abbiamo chiesto informazioni in merito ed entrambi hanno dichiarato che il risultato è stato palliativo e molto costoso. Inoltre essendo servizi fatti in luoghi pubblici alcune persone “importanti” hanno fatto loro anche tanta pubblicità alimentando su giornali e tv locali l’idea che la falconeria fosse il rimedio definitivo ad un’infestazione di piccioni. A nostro dire questo è stato un comportamento molto irresponsabile ed ignorante e proseguendo con la lettura del ns. post capirete il perchè.

Iniziamo con laLIPU, l’Ente Nazionale Protezione Uccelli, che nella propria rivista Il piccione di città – strategie per la gestionescrive quanto segue:

5.3.4. Falconeria
Alcune amministrazioni comunali e alcune strutture private hanno inteso usare i rapaci dei falconieri quale “metodo più naturale ed efficace per allontanare gli uccelli nocivi, in quanto il volatile
infestante capirà che quel territorio è pericoloso e non vi farà più ritorno”.
In realtà, l’uso dei falchi come deterrente per i piccioni ed altri uccelli è un “assurdo biologico”, poiché è normale che le potenziali “prede” abitino il territorio del predatore (se così non fosse, i predatori morirebbero di fame). Quindi, se è evidente che una preda abbia paura e tenti di nascondersi alla vista del predatore, è fuori luogo pensare che essa abbandoni definitivamente la zona e si spinga altrove, in particolare se ha il nido o altri rapporti sociali in essere. A riprova di questo, basta osservare cosa avviene nelle molte città dove si è insediato spontaneamente il Falco pellegrino (per il quale i piccioni rappresentano la preda principale): nonostante la predazione operata dai falchi, i colombi continuano a vivere ed a nidificare a poca distanza dal nido del rapace.
Inoltre, deve essere considerato che i rapaci dei falconieri non possono essere impiegati in diverse condizioni ambientali e meteoclimatiche (ad esempio pioggia, vento, nebbia), cosa che ne limita la versatilità e le situazioni di utilizzo.
Vi sono inoltre da considerare gli aspetti conservazionistici, quelli etici, normativi (provenienza dei rapaci) nonché economici, che sconsigliano l’uso della falconeria quale tecnica per la gestione
degli uccelli “problematici”. A supporto di tutto ciò, si ricorda il parere autorevole espresso con le “Considerazioni sull’utilizzo dei falchi negli aeroporti” della Circolare Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile) APT- 01B Allegato 3 (vedi link in calce all’articolo) che sconsiglia l’impiego della falconeria.

La circolare dell’ENAC citata dalla LIPU infatti trae alcune considerazioni che danno risposte a molte domande; attenzione, sottolineiamo che ogni falconiere va orgoglioso del suo operato soprattutto negli aeroporti, pubblicizzando il metodo bird control e bird strike; in molti siti è evidente quanto detto. Le considerazioni raccolte smontano molte convinzioni e confermano che un servizio di allontanamento piccioni eseguito con l’utilizzo di falchi non può essere garantito nel tempo; il costo poi risulta inimmaginabile se attivato nei modi e nelle norme coerenti ed indicate.

L’informazione in questo caso specifico è vita in ogni cosa ed ogni azione, soprattutto se riguarda un’attività economica, ma deve mantenere ferme etica e rispetto per la natura e gli animali.

Il nostro lavoro è spesso fonte di attacchi da animalisti o persone ignoranti che non conoscono nulla sui piccioni e su cosa può provocare un’infestazione di piccioni. Cerchiamo sempre e in tutti i modi di far comprendere alle persone che il nostro lavoro riguarda la tutela igienico sanitaria dell’uomo e non un divertimento atto a colpire animali indifesi, in questo caso i piccioni.

Esistono inoltre molte aziende serie e professionali che eseguono bonifiche da guano di piccione smaltendolo a norma di legge perchè è un rifiuto speciale, ma altrettante che prendono i sacchi raccolti di guano di piccione e lo buttano nel primo campo o canale che trovano; o altre che invece di lavorare in sicurezza con norme che obbligano a formazioni ed autorizzazioni per i lavori in alta quota svolgono servizi su autoscale o sui tetti a molti piani di altezza rischiando la vita o facendola rischiare a personale sottopagato.

Anche nella falconeria purtroppo si è perso di vista il senso etico per il falco. Mentre molti falconieri continuano a mantenere protetta e difesa l’arte impressa nel proprio animale, altri deviano l’addestramento del proprio falco verso un impiego non consono allo stesso. Viene quindi strumentalizzato ed umiliato facendolo diventare un animale “da circo” oppure facendolo cacciare in luoghi non del tutto naturali come i centri urbani con tutti i pericoli a cui possono andare incontro.

Non bisogna inoltre sottovalutare un altro aspetto inevitabile e spiacevole, il commercio ed i prelievi illegali in natura; Birdlife International indica proprio questo motivo uno delle cause di decremento delle popolazioni di rapaci. Un caso di tre anni fa dimostra quanto appena detto: in Sicilia è stato denunciato un furto di 2 Aquile del Bonelli ritrovate in seguito in provincia di Alessandria insieme a certificazioni CITES false.

Condividiamo con voi le considerazioni di cui parlavamo prima, citate dalla LIPU, dell’Enac e di cosa pensa della falconeria. A voi le riflessioni e…attenti al portafoglio!!!

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Alessandra

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